<?xml version="1.0" encoding="windows-1252"?><rss version="0.91" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">
<channel>
<title>Sferapubblica</title><link>http://www.sferapubblica.it/dblog/</link>
<description>Sferapubblica</description><language>it</language>
<item>
	<title><![CDATA[Il rischio che corre Nichi]]></title>
	<description><![CDATA[<img hspace="2" align="left" src="/public/Vendola.jpg" alt="" />Si sta giocando una partita molto importante il Governatore della Puglia. E questo lo sappiamo. Impegnato a insediare un ruolo da leader nella sinistra italiana, si muove a piccoli passi. Da osservatore, commenta con passione la cronaca politica ed economica che sta coinvolgendo il nostro Paese e l’Europa tutta. Critica; elogia; invita; sussurra. Forte della non rappresentanza in Parlamento, scala vette impensabili, con una velocit&agrave; netta. Si &egrave; tenuto la Puglia Nichi, e da l&igrave; ha continuato a sognare. Malgrado lo scossone, annunciato, con Ferrero, chi gli voleva bene dei vecchi “rifondaroli”, &egrave; rimasto al suo fianco. In disparte, certo, perch&eacute; loro hanno perso e servir&agrave; del tempo per riaffacciarsi dalla finestra. Ma spesso accennano ad un saluto, quando davanti c’&egrave; Nichi, il leader, quello con l’orecchino. Parla di equit&agrave; sociale, di ecologia, di valori da ripristinare e di un’Europa da cambiare. Grida alla rivolta, quella culturale. La gente lo applaude e lo incita. La sinistra, quella seduta tra i banchi parlamentari, lo teme. D’Alema ha provato a scansarlo, non riuscendoci. Bersani ha lasciato intendere che le primarie per eleggere il candidato premier del centrosinistra non sono poi tanto necessarie. Hanno Paura del “ragazzo pugliese”. Di quello che si affacciava affianco a Bertinotti, col basco di pelle e tutto il resto. A mostrare la sua personalit&agrave; che piano piano avrebbe conquistato il popolo pugliese e non solo. Oggi &egrave; cresciuto Nichi. La cravatta rossa, sulla camicia bianca, hanno preso il posto del lupetto nero. L’orecchino no, quello &egrave; rimasto. «È un simbolo che attraversa culture ed ere. È l'immagine degli zingari, quindi di un machismo anarchico e vitale. I pirati portavano l'orecchino», afferma con fierezza. Consapevole che alla Chiesa non piacciono i pirati. Ma lui continua a scalare classifiche e sondaggi. Usa un linguaggio nuovo, diverso da quello che usa Di Pietro, tanto per intenderci. Sempre che Tonino ne usi uno, ovviamente. Ma Nichi &egrave; colto, &egrave; diverso. Ci tiene a mostrare questa sua diversit&agrave;. È fiero di questo. Conquista con il suo modo di fare e di essere. Molti lo immaginano Presidente del Consiglio. Lui &egrave; l&igrave; che vuole arrivare. Ma oggi, pi&ugrave; che mai, si sta giocando la sua partita. Una partita delicata, dove deve muoversi con attenzione. Quella gente che a lui si &egrave; avvicinata in questi mesi, &egrave; la stessa ( non tutta, ovvio) che guarda con ammirazione a Monti ed al suo governo. Una squadra, apprezzata da Vendola ma fino ad un certo punto. Si sa che Nichi non la pensa come le banche ed i banchieri. “La crisi dell’Europa &egrave; il fallimento del consumismo. L’Italia non pu&ograve; rinascere se si affida a Trichet ed alla Bce”, ripeteva non molte settimane fa a Piazza Navona, durante la manifestazione da lui e per lui organizzata. “Ora tocca a noi”, era il tema di quel giorno. Attento Nichi, a come gestirai quel “noi”. Potrebbero allontanarsi dalle tue piazze se dirai loro cose forti e aspre. D’Alema, Casini e soci, non aspettano altro. Non dargli questa soddisfazione. Fallo per noi, per loro e per quelli che verranno.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1812]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1812</guid>
	<dc:date>2011-11-23T18:35:14+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Leopoldo Onorato</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La vigilanza critica sull’operato del governo Monti contro il “pensiero unico”]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" src="/public/Mario Monti.jpg" style="width: 155px; height: 116px;" alt="" />Sostenere non vuol dire abiurare la critica: il punto di partenza per &ldquo;fare il bene del Paese&rdquo; &egrave; la vigilanza. Il governo Monti, nato con un consenso parlamentare sconosciuto nella Seconda Repubblica, ha il compito immenso di dover rilanciare l&rsquo;immagine dell&rsquo;Italia. Una missione quasi impossibile  (soprattutto in tempi di tracolli economici dei Paesi avanzati) che necessita di un forte appoggio.   <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Miracolo</span>. Il clima di unit&agrave; e sobriet&agrave; &egrave; apparso un &ldquo;nuovo miracolo italiano&rdquo;: per quanto i partiti fingano di non vederlo, in Parlamento Italia dei valori, Partito democratico e Popolo della libert&agrave; hanno votato la fiducia allo stesso esecutivo. L&rsquo;emergenza ha involontariamente generato &ldquo;un&rsquo;alleanza&rdquo; impensabile sino a meno di un mese fa. Premesse ottime che per&ograve; non bastano; per innervare il &ldquo;miracolo&rdquo;, l&rsquo;approccio unitario non deve sfociare nell&rsquo;unanimismo fine a se stesso. In tal senso, l&rsquo;operato del professore-senatore a vita deve essere sottoposto a un&rsquo;osservazione severa, senza un sostegno ossequioso.   <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Ansia da emergenza</span>. Chi parla di crisi della democrazia, con la nascita dell&rsquo;esecutivo tecnico, commette una leggerezza grossolana, ignorando l&rsquo;aspetto giuridico: il voto in Aula ha legittimato pienamente l&rsquo;esistenza del governo. La crisi di democrazia e della rappresentanza, invece, si verificherebbe laddove ogni azione fosse applaudita ciecamente in nome della situazione eccezionale che si sta vivendo. &Egrave; noto che le emergenze rendano possibili operazioni fuori che in genere sarebbero fuori dall&rsquo;accettabile, facendo leva sulle preoccupazioni dei cittadini e sul concetto ansiolitico di &ldquo;emergenza&rdquo;. Si tratta di un rischio da scongiurare.   <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Pragmatismo contro veleno</span>. Il pensiero critico, dunque, ha la funzione di dover sollecitare i provvedimenti possibili migliori, conferendo al lavoro tecnico un&rsquo;impronta culturale, necessaria a infondere un&rsquo;anima alle misure approntate dai ministri. Ma &egrave; pure doveroso per non appiattire la visione sul &ldquo;pensiero unico&rdquo;. Insomma, lo stile british di Mario Monti dovr&agrave; confrontarsi con le obiezioni avanzate dal complesso dell&rsquo;opinione pubblica, a partire dalle forze politiche, pur nella consapevolezza che il dibattito non debba essere pretestuoso. Per sotterrare il veleno degli ultimi 20 anni, occorre infatti una maturazione collettiva capace di superare le opposizioni aprioristiche e di sviluppare una discussione pragmatica. Un obiettivo ambizioso: ma il &ldquo;miracolo italiano&rdquo; delle ultime settimane sembra un ottimo viatico.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1810]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1810</guid>
	<dc:date>2011-11-21T08:12:49+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Stefano Iannaccone</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[L’inizio della campagna elettorale di Berlusconi]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" src="/public/Berlusconi Pdl.jpg" style="width: 110px; height: 120px;" alt="" />Il governo Monti si &egrave; appena insediato, ma per il Popolo della libert&agrave; &egrave; gi&agrave; iniziata la campagna elettorale. Silvio Berlusconi ha infatti inaugurato una strategia di comunicazione che punta a mobilitare l’elettorato deluso dall’operato del suo governo. L’ex presidente del Consiglio &egrave; subito andato a motivare i senatori e deputati, lasciando ampiamente trapelare sulle agenzie di stampa le sue parole. Che non sono di certo caratterizzate da lodi sperticate verso il nuovo esecutivo. L’ex presidente del Consiglio ha lanciato un messaggio chiaro: il Pdl decider&agrave; quando sar&agrave; il momento di archiviare la soluzione tecnica. E da quanto traspare &egrave; assai probabile il ritorno alle urne nel 2012, al massimo in autunno inoltrato se non in primavera.<br /><br /><span style="font-weight: bold;">L'euro, il male</span>. Berlusconi, sotto il profilo comunicativo, sta oliando un meccanismo che pu&ograve; cavalcare alla perfezione il malcontento popolare: la “vecchia” critica all’euro come fonte di tutti i problemi; una mossa che scarica una dose di colpe all’eterno rivale Romano Prodi, europeista convinto. La moneta unica non &egrave; mai entrata nel cuore degli italiani: per la prossima campagna elettorale, la critica al suo funzionamento potrebbe essere un argomento molto valido per acquisire consensi, magari toccando la leva dell’orgoglio nazionale (come gi&agrave; fu fatto per l’operazione-Alitalia). <span style="font-weight: bold;">  <br /><br />Rilancio</span>. La fase di transizione con Monti a Palazzo Chigi, peraltro, sar&agrave; funzionale alla riorganizzazione del Pdl: dopo essersi liberato degli impegni di governo, il Cavaliere pu&ograve; concentrarsi sul rilancio di un partito lacerato dagli scontri degli ultimi mesi. Il cambio di denominazione &egrave; gi&agrave; stato rivelato, serve ora individuare il momento pi&ugrave; opportuno per l’annuncio ufficiale. La tregua con l’esecutivo Monti, oltre che dall’emergenza economica, &egrave; stata dunque dettata anche dalla necessit&agrave; del centrodestra di avviate una sostanziosa rifondazione. A partire dalla costruzione dell’immagine di Alfano come leader giovane, ma allo stesso tempo affidabile.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1809]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1809</guid>
	<dc:date>2011-11-18T08:09:21+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Stefano Iannaccone</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La sincerità della politica per una decrescita sostenibile (e accettabile)]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" src="/public/sferaopinioni.jpg" style="width: 93px; height: 104px;" alt="" />L&rsquo;attualit&agrave; politica consegna alle cronache l&rsquo;ansia dell&rsquo;Occidente sul rischio di una drammatica perdita di ricchezza. I governi, in maniera peraltro arrabattata, stanno affrontando le difficolt&agrave; della crisi economica nell&rsquo;auspicio di non vedersi additati come i principali responsabili di un impoverimento di massa. <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Macello</span>. La frase del Premio Nobel per l&rsquo;Economia John Sims: &ldquo;Non ho idea di come si possa uscire da questo macello&rdquo; sintetizza alla perfezione la densit&agrave; di problematiche da affrontare; ed &egrave; di tutta evidenza che i leader politici contemporanei, dediti soprattutto alla raccolta del consenso, non possano individuare soluzioni capaci di incidere efficacemente sulla spirale di depressione che si &egrave; innescata dal 2008, a partire dagli Stati Uniti espandendosi secondo schemi sconosciuti. <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Recessione</span>. La famigerata <span style="font-style: italic;">double dip</span> (inizio di una nuova fase recessiva quando si prospettava la ripresa) non &egrave; pi&ugrave; un&rsquo;ipotesi apocalittica, ma una eventualit&agrave; assai concreta. I modelli economici tradizionali, pertanto, continuano a infrangersi di fronte a un panorama inedito.  Uno dei percorsi praticabili &egrave; la sincerit&agrave; verso i cittadini: deve essere chiaro l&rsquo;avvertimento che l&rsquo;espansione della ricchezza &egrave; arrivato al suo apice nel mondo occidentale e ora &egrave; in fase di avvio il processo di contrazione.<span style="font-weight: bold;"><br /><br />Decrescita</span>. Il sistema capitalista nel mondo benestante, al contrario di quanto si &egrave; pensato nei mesi scorsi, non &egrave; fallito, bens&igrave; &egrave; giunto al punto di saturazione: come qualsiasi ciclo storico ha esaurito la sua spinta appena ha toccato l&rsquo;apogeo (negli anni Novanta). In tale contesto, il secondo passo da compiere consiste nell&rsquo;attuazione di politiche di mantenimento, ossia che permettano una decrescita sostenibile da un punto di vista sociale che si contrappone allo scenario di un improvviso tracollo della qualit&agrave; di vita. <br /><br /><span style="font-weight: bold;"></span>Le piccole rinunce, anche nei consumi quotidiani, sono accettabili, mentre la privazione di basilari servizi e prodotti genera profonde (e giustificate) paure. L&rsquo;obiettivo della politica, insomma, deve essere la volont&agrave; di garantire alla popolazione un adeguato livello di benessere, che per&ograve; non deve tracimare nello spreco fine a se stesso come &egrave; avvenuto nei decenni di espansione selvaggia. Una siffatta operazione culturale, prima che economica, pu&ograve; fornire una piattaforma per rendere meno doloroso gli esiti della crisi in atto. Che deve veicolare un concetto incontrovertibile: il primato assoluto dell&rsquo;Occidente appartiene al secolo scorso.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1808]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1808</guid>
	<dc:date>2011-11-15T08:47:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Stefano Iannaccone</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La festa di piazza prodotta dalla cultura berlusconista]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" alt="" src="/public/Berlusconi.jpg" />Le dimissioni di Silvio Berlusconi sono state accolte come un <span style="font-style: italic;">de profundis</span> della leadership del Cavaliere. In molti hanno commentato il passaggio con la convinzione che il presidente del Consiglio dimissionario si sia &ldquo;dissolto&rdquo; dalla vita politica dell&rsquo;Italia con una lettera firmata al Quirinale: una visione superficiale per un attore politico che, lo si odi o lo si ami, ha lasciato un segno profondo nella societ&agrave;. Nelle ultime ore si sono susseguiti gli excursus sul percorso di Berlusconi e pertanto risulta superfluo aggiungere altri aneddoti. <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Schema culturale</span>. Un aspetto rilevante va citato: il leader del centrodestra ha generato uno schema culturale basato sula dicotomia Bene-Male, che &egrave; stato ravvisabile anche sabato sera quando le dimissioni del governo sono state festeggiate in piazza da centinaia di persone. In quell&rsquo;evento &egrave; racchiusa la sintesi dei risultati del berlusconismo sui cittadini, anche tra coloro che lo hanno sempre osteggiato. L&rsquo;esultanza di tipo sportivo davanti alla presidenza della Repubblica si lega idealmente alla sua &ldquo;discesa in campo&rdquo;, termine calcistico per definizione adottato nel 1994 quando il Cavaliere decise di impegnarsi in politica. <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Voto Giudizio Divino</span>. In tale contesto culturale si inserisce la richiesta di elezioni immediate: in passato sarebbe stata una prospettiva impensabile, vista la situazione di totale assenza di credibilit&agrave; che penalizza il Paese; eppure ampie parti politiche continuano a invocare il ritorno alle urne come se fosse il balsamo per ogni criticit&agrave;. Un altro prodotto del pensiero berlusconiano &egrave; infatti penetrato nella cultura politica (anche dell&rsquo;acerrimo nemico Di Pietro): il voto viene interpretato come una sorta di Giudizio Divino, superiore a qualsiasi altro organismo costituzionale con il &ldquo;popolo sovrano&rdquo; indicato depositario di Verit&agrave; Assolute; basti ricordare le battaglie ideologiche del centrodestra sul consenso elettorale come strumento per poter abbattere le pi&ugrave; logiche forme di rispetto istituzionale con la formula &ldquo;lo vuole la gente&rdquo;. <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Pacificazione</span>. Insomma, il giubilo per l&rsquo;uscita di scena di Berlusconi deve fare i conti con aspetti profondi della cultura degli ultimi 17 anni che complicano la normalizzazione della vita istituzionale e rendono complesso la realizzazione di uno scenario di pacificazione nazionale. Che pure sarebbe necessario in un momento storico catartico.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1807]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1807</guid>
	<dc:date>2011-11-14T10:14:38+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Stefano Iannaccone</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Berlusconi, il giorno dopo]]></title>
	<description><![CDATA[E’ finita. Non &egrave; finita. Forse ritorna. No, non pi&ugrave;. Per&ograve; c’&egrave; Monti. S&igrave;, ma rappresenta i poteri forti. Sar&agrave; peggio. Peggio di Berlusconi? Mai. E le misure lacrime e sangue? Per pochi o per tutti. Per i soliti, o per gli altri? Per gli Italiani. Ma allora non ti va bene niente. E il primato della Politica? Quale primato? E quale Politica? Sei un qualunquista. E te non ti rendi conto. La Casta la fa franca. Ancora? S&igrave;. Poi non &egrave; che sono scomparsi tutti. Ci sono, resistono. Il berlusconismo non &egrave; finito con Berlusconi. Perch&eacute; i comunisti sono finiti con Berlinguer? Ma quali comunisti? I comunisti, i giornali e i giudici. I comunisti non esistono. Esistono, eccome. Se fosse vero sarebbe meglio. Tu non sai quello che dici. Lo saprai tu. E comunque si volta pagina. S&igrave;, ma dello stesso libro. Scritto male. Non hai una visione. Io ce l’ho, ma &egrave; nera. Nera come i fascisti che vi siete portati dietro. I fascisti non esistono. Esistono, eccome. Ma poi a me che mi frega? Allora non ti lamentare se le cose vanno male. Le cose andrebbero male comunque. Al prossimo giro non voto. Meglio, l’ultima volta hai fatto troppi danni. S&igrave;, allora aspetto te e il sol dell’avvenir. Non capisci niente di politica. Tu non capisci niente del mondo che ti gira intorno. Se inizi a darmi lezioni sul Paese Reale qui finisce male. Tu non sai manco cos’&egrave; il Paese Reale. E tu non hai idea di quello che vuole la gente. Tu, invece, fai inchieste al supermercato? Con te non si pu&ograve; parlare. Con te si deve avere sempre torto. Ti odio. Ti prenderei a pugni. Stasera c’&egrave; la partita. Come la settimana scorsa. Pizza e Birra a casa mia? Ok.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1806]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1806</guid>
	<dc:date>2011-11-13T16:00:16+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giacomo Rossi</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Gli economisti (e i politici) più confusi degli Indignati]]></title>
	<description><![CDATA[La manifestazione degli Indignati, ormai ricordata solo per le violenze dei Black bloc, &egrave; stata derisa da alcuni pensatori ed editorialisti al di l&agrave; degli episodi di teppismo. La principale critica al movimento riguarda l’assenza di una progettualit&agrave; politica in grado di fornire una risposta decisa alla crisi economica, che rischia di portare al tracollo il sistema occidentale. L’osservazione &egrave; in parte giusta, in quanto gli Indignati rappresentano una massa critica verso un quadro insostenibile, ma non sembrano avere una visione unitaria tale di indicare soluzioni attuabili nel breve periodo. <br /><br />Tuttavia il rilievo al movimento non dovrebbe trascendere nell’irrisione dei ragazzi scesi in piazza: il loro merito &egrave; di stimolare la discussione sulle misure da assumere per non "strangolare" i comuni cittadini. Il compito del pensiero critico, difatti, &egrave; di sollecitare una visione alternativa dei problemi, senza appiattirsi sulle ricette gi&agrave; provate con esiti fallimentari. La spinta proveniente dalla “massa informe” dovrebbe essere raccolta dai pensatori per elaborare teorie omogenee, partendo proprio dagli spunti dei manifestanti. La “confusione” e le contraddizioni degli Indignati sono un elemento scontato per un’organizzazione priva di una struttura tradizionale. A destare notevole perplessit&agrave; &egrave; invece il disorientamento di fior di economisti sulla crisi economica. Le loro proposte arruffate hanno la consistenza dei cerchi di fumo e il precipizio delle ultime settimane sono una conferma che nessuno ha la soluzione pronta. <br /><br />In tale contesto, dunque, &egrave; opportuno prestare attenzione alla molteplicit&agrave; delle voci che giungono dalla societ&agrave;. Magari ricordando che i “No global”, un altro movimento simile agli Indignati (e con limiti forse maggiori), lanciarono allarmi inascoltati sul sistema occidentale. Forse, se qualcuno avesse ascoltato alcune osservazioni senza pregiudizi ideologici, oggi la situazione sarebbe meno drammatica.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1805]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1805</guid>
	<dc:date>2011-11-02T12:46:18+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Stefano Iannaccone</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Berlusconi punta tutto sulla “lettera” per battere la crisi (e vincere le elezioni)]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" src="/public/Berlusconi Pdl.jpg" style="width: 108px; height: 119px;" alt="" />Un mini-programma di governo per il rilancio. La lettera inviata da Palazzo Chigi a Bruxelles &egrave; stata la mossa che Silvio Berlusconi progettava da tempo per rifondare l’immagine di un esecutivo indebolito da infinite beghe interne e da proteste esterne (con il mondo dell’impresa capofila). Il Cavaliere, infatti, ha indicato alcuni punti forti su cui incentrare la battaglia per la sua sopravvivenza politica: una “ricetta” ultra liberista che evoca alcuni aspetti agitati sin dalla sua discesa in campo. La “rivoluzione liberale”, annunciata per anni dal numero uno del centrodestra, potrebbe maturare sotto la pressante richiesta dell’Unione europea di riforme che possano stimolare lo sviluppo.<br /><br /><span style="font-weight: bold;">Idee</span>. Berlusconi ha indicato elementi programmatici tipici di una forza di centrodestra. Il passaggio &egrave; destinato ad aprire scontri con i sindacati, ma riporta il dibattito sulla diversit&agrave; delle idee, spostandolo dalla precedente assenza di proposte che ha caratterizzato la (in)attivit&agrave; di governo negli ultimi mesi, tanto da creare una virulenta irritazione del mondo delle imprese. Il licenziamento pi&ugrave; facile per le aziende in crisi e la riforma (bench&eacute; posticipata di tre lustri) delle pensioni sono argomenti che possono riannodare il confronto con Confindustria, infrangendo il muro di dissenso (che sinora va dagli industriali alle associazioni) verso l’esecutivo.  <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Elezioni</span>. Il presidente del Consiglio ha sempre respinto l’ipotesi di dimissioni nella consapevolezza che prima del voto serve qualche “colpo” di immagine per tentare la vittoria alle elezioni. Silvio Berlusconi, insomma, &egrave; fermamente intenzionato a presentarsi come il “leader che ha superato la crisi economica”, magari coronando il sogno di avvantaggiare il mondo imprenditoriale. Con la conseguente riabilitazione della sua azione verso l’elettorato tradizionale di centrodestra.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1804]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1804</guid>
	<dc:date>2011-10-27T14:45:27+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Stefano Iannaccone</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Sondaggi: Pd e Pdl non arrivano al 28%, cresce il Terzo Polo. Sel "oscilla" tra 7 e 9%]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" alt="" src="/public/Urna.jpg" />Un Paese senza partiti dominanti. Lo scenario tratteggiato dai sondaggi illustra la crisi irreversibile del Pdl e del Pd, che alla fine delle scorse Politiche sognavano un sistema bipartitico avendo ampiamente superato la soglia del 30%. La situazione attuale, invece, parla di un Popolo della libert&agrave; e di un Partito democratico che fanno fatica a raggiungere il 28%. Le ultime rilevazioni di Emg per La7, addirittura, indicano i democratici al 26,8% (per Tecn&egrave; al 28%) e il Pdl al 26,2% (24,5% per Tecn&egrave;). I dati, insomma, costringono i leader a rivedere strategie di comunicazione (e di alleanze) per provare a conquistare un consenso pi&ugrave; vasto, nell&rsquo;ottica di una probabile fine anticipata della legislature.  <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Moderati</span>. L&rsquo;Udc sta raccogliendo i frutti della linea &ldquo;responsabile&rdquo;: i centristi guidati da Casini puntano a raggiungere il 7%. In una fase di crisi economica e di richiesta di ragionevolezza, l&rsquo;approccio moderato pu&ograve; produrre risultati di rilievo, rafforzando il progetto terzopolista. In tal senso la ricrescita di Fli, intorno al 4%, rappresenta un altro elemento di riflessione sulla strategia da attuare. E di certo il ritorno sulla scena di Fini giova a Futuro e libert&agrave;.  <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Gli estremi</span>. Dopo lo strapotere nella prima fase di legislatura, la Lega vede ridimensionarsi il sostegno: la flessione porta il Carroccio sotto il 10%, mentre sul versante sinistro Sel appare un soggetto con forti oscillazioni tra il 7 e il 9%; per la prossima performance elettorale, dunque, molto dipende dalla capacit&agrave; comunicativa del leader Nichi Vendola. L&rsquo;Italia dei valori, invece, sembra aver esaurito il proprio bacino di crescita: il soggetto dipietrista &egrave; incagliato tra il 6-7%, ponendosi comunque come una forza &ldquo;necessaria&rdquo; nel gioco delle alleanze di centrosinistra. Infine il Movimento a 5 Stelle conferma un peso sostanzioso, navigando al di sopra del 3%, nonostante un periodo di scarsa visibilit&agrave;: in campagna elettorale potrebbe drenare altri voti tra gli indecisi e gli astensionisti.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1803]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1803</guid>
	<dc:date>2011-10-25T16:07:08+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Stefano Iannaccone</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Merkel, un caso politico in cui l'economia spinge in fondo un leader ]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" src="/public/Angela Merkel.jpg" style="width: 87px; height: 112px;" alt="" />Angela Merkel proviene da una lunga serie di sconfitte elettorali: dal successo alle Politiche, con l'alleanza stipulata con i liberali, la Cancelliera ha conosciuto una flessione di consenso che lascia ipotizzare la sua sconfitta alle prossime elezioni. La leader del centrodestra tedesco &egrave; infatti vittima dell'euroscetticismo che sta dilagando in Germania dopo il caso-Grecia e con l'acuirsi della crisi del debito pubblico in vari stati dell'Ue (con l'Italia capofila). La difficolt&agrave; comunicativa di Merkel, inoltre, emerge con vigore in una fase di difficolt&agrave;: la sua leadership appare sempre pi&ugrave; debole, anche a causa dell'elevato tasso di litigiosit&agrave; con gli alleati di governo.   <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Economia</span>. La Cancelliera non riesce a capitalizzare neanche i dati positivi sul suo Paese: dopo il calo nell'ultimo trimestre, le previsioni parlano di una performance eccellente, in grado di &ldquo;trainare&rdquo; di nuovo l'economia dell'area euro. Tuttavia, la situazione non viene percepita con lucidit&agrave; dalla maggioranza dell'elettorato, intimorito dal possibile default di Stati come l'Italia: un evento che porterebbe conseguenze impensabili per i tedeschi.   <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Credibilit&agrave;</span>. Angela Merkel &egrave; ora molto criticata anche all'estero. Gli osservatori internazionali stanno attaccando la difficolt&agrave; della Cancelliera a gestire la crisi europea. Le titubanze non risultano di certo funzionali alla costruzione della sua credibilit&agrave; e gli effetti si riverberano inevitabilmente sul consenso nel proprio Paese. I passaggi fondamentali, dunque, sono attesi proprio nelle prossime settimane.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1802]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1802</guid>
	<dc:date>2011-10-24T17:04:48+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Stefano Iannaccone</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Tremonti, un (potenziale) leader in cerca di partito]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" src="/public/tremonti_1.jpg" style="width: 140px; height: 94px;" alt="" />Giulio Tremonti &egrave; passato da possibile presidente del Consiglio in un governo di transizione a reietto dell'esecutivo-Berlusconi. Il ministro dell'Economia, infatti, &egrave; sempre pi&ugrave; criticato nel Popolo della libert&agrave;: in tanti non gli perdonano l'atteggiamento sprezzante nei confronti dei colleghi e dei parlamentari della maggioranza. La &ldquo;punta&rdquo; degli attacchi a Tremonti &egrave; Guido Crosetto, sottosegretario alla Difesa e berlusconiano della prima ora: i suoi giudizi impietosi sono sintomatici dello scarso gradimento di cui gode il numero uno di via XX Settembre all'interno del partito. La strategia comunicativa d'attacco contro il titolare del Tesoro conferma che le possibilit&agrave; di ritrovarlo a Palazzo Chigi sono pressoch&eacute; nulle: nel &ldquo;suo&rdquo; Pdl in pochi sarebbero disposti a votarlo come presidente del Consiglio.  <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Preparazione</span>. Tremonti continua a valorizzare due aspetti importanti che lo rendono quasi insostituibile: la credibilit&agrave; internazionale e la preparazione. La capacit&agrave; di prevedere la crisi economica globale &egrave; un argomento che sorregge da tempo il ministro, che nei primi mesi di legislatura ha ottenuto riconoscimenti anche da ambienti politici e culturali vicini al centrosinistra. Il &ldquo;divo Giulio&rdquo; della Seconda Repubblica, dunque, non considera l'ipotesi di lasciare il Ministero di via XX Settembre proprio in virt&ugrave; dei suoi punti di forza. <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Interventi</span>. Il distacco tremontiano dalla vita del partito (e paradossalmente dal governo) &egrave; emerso con due scelte precise: evitare di parlare in pubblico delle inchieste su Silvio Berlusconi e non presenziare al voto alla Camera sulla richieste di arresto di Marco Milanese, suo ex consigliere. Tremonti, infatti, insiste solo a discutere di questioni economiche: una tecnica di immagine per sopravvivere al crollo del berlusconismo. E garantirsi un futuro politico-istituzionale.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1801]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1801</guid>
	<dc:date>2011-09-26T08:36:55+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Stefano Iannaccone</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La comunicazione che serve all'economia (per prendere tempo)]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" src="/public/Berlusconi_serio.jpg" style="width: 101px; height: 143px;" alt="" />Il Parlamento italiano &egrave; pronto a varare la manovra, ma dalle Borse si ode un rullar di tamburi che annuncia il prosieguo della battaglia. Le misure, chieste prima dall'Unione Europea e poi dalla Bce, non hanno convinto gli investitori, tanto che lo spread (il differenziale di rendimento dei titoli) tra Bpt e Bund decennali continua a salire e anche il Credit default swap (l'assicurazione sulla solidit&agrave; del bilancio) ha toccato i massimi storici. Lo scenario, dunque, assomiglia "all'inizio della fine". In questa fase, all'Italia serve tempo per evitare che gli eventi precipitino e sotto le macerie vi resti uno dei Paesi del G7. Pertanto, &egrave; necessaria anche un'attenta strategia di comunicazione del governo (e in parte anche dell'opposizione). I mercati, nei momenti di crisi, sono assai umorali: basta una dichiarazione incauta o un dato negativo per incrementare in clima di ulteriore sfiducia.    <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Priorit&agrave;</span>. La politica italiana, insomma, &egrave; chiamata a compiere uno sforzo titanico: tranquillizzare gli investitori nel breve periodo con messaggi chiari e univoci sulla volont&agrave; di risanamento. Nel frattempo si potranno scrivere le inevitabili riforme strutturali, capaci di offrire solide garanzie sulla tenuta dei conti pubblici. La priorit&agrave; &egrave; comunque legata all'aspetto comunicativo: allo stato attuale le affermazioni contano pi&ugrave; dei numeri, anche perch&eacute; gli effetti delle misure predisposte saranno tangibili solo con il tempo.   <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Crescita</span>. L'illusione dominante &egrave; che la crisi possa essere superata facendo ricorso alla parolina magica "tagli", proponendo una visione ultra-liberista che rischia di portare il sistema globale verso un nuovo disastro. La visione politica deve concentrarsi sulla crescita, strumento supremo per rimettere in ordine l'economia di un Paese. L'Italia pu&ograve; iniziare a eliminare tanti lacciuoli (abbattimento della burocrazia per le imprese e liberalizzazioni delle professioni in primis) per dare una poderosa spinta alla ripresa. Magari con qualche intervento pubblico per fornire uno stimolo ad alcuni settori (come quello delle energie rinnovabili), smettendo di demonizzare il sostegno dello Stato al sistema economico: quando &egrave; un incoraggiamento alla crescita, &egrave; un mezzo da utilizzare senza pregiudizi.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1800]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1800</guid>
	<dc:date>2011-09-13T11:27:54+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Stefano Iannaccone</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La manovra che "condanna" Berlusconi ]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" src="/public/Berlusconi_1.jpg" style="width: 78px; height: 114px;" alt="" />Una manovra pasticciata. Il risultato del provvedimento redatto dal governo &egrave; stato devastante anche in termini di immagine, sfatando la radicata convinzione di un Berlusconi infallibile nel campo della comunicazione. Il presidente del Consiglio, infatti, ha capovolto il principio del "decisionismo" che nella prima parte di legislatura gli aveva garantito un consenso elevato e costante. Nelle ultime settimane, invece, il leader del Pdl si &egrave; piegato ai rituali della cosiddetta vecchia politica che tanto ha criticato sin dalla sua "discesa in campo".   <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Trattative</span>. La crisi economica e la sfiducia dei mercati richiedevano scelte tempestive e precise. I primi passi, con l'approvazone del decreto di Ferragosto, erano sembrati addirittura convincenti: al di l&agrave; delle polemiche sui contenuti della manovra, Berlusconi aveva veicolato il messaggio di una sterzata netta per la correzione dei conti pubblici. Le continue modifiche al testo e la ridda di proposte a mezzo stampa da parte di esponenti della maggioranza hanno innescato un forte sentimento di disorientamento anche tra l'elettorato di centrodestra. Le estenuanti trattative con la Lega, infine, hanno scalfito in via definitiva l'ultmo baluardo che reggeva il sostegno popolare al governo, ossia la coesione tra gli alleati. Non a caso gli interventi mediatici del Cavaliere sono sempre pi&ugrave; ridotti, eccetto alcune inevitabili conferenze stampa.   <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Leadership</span>. La situazione ha inevitabilmente aperto una crepa nella leadership del centrodestra: il presidente del Consiglio &egrave; uscito molto indebolito, ma anche l'altro uomo forte del governo, il ministro dell'Economia Tremonti, ha subito una pesante battuta d'arresto in termini di credibilit&agrave;. Lo scenario, insomma, prospetta una prossima battaglia nel Popolo della libert&agrave;, con Berlusconi comunque pronto a far valere il suo prestigio personale per indicare l'identikit dell'erede giusto. Che corrisponde al suo fido sodale Angelino Alfano.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1799]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1799</guid>
	<dc:date>2011-09-08T12:45:56+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Stefano Iannaccone</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Lo sciopero senza direzione della Cgil]]></title>
	<description><![CDATA[La Cgil scende in piazza contro la manovra e a una prima occhiata sembra  sia una mossa dettata dalla disperazione che fa rima con improvvisazione. Lo sciopero, proclamato ancora prima di conoscere la versione definitiva del testo, arriva peraltro proprio nei giorni di recrudescenza dell'attacco ai titoli di Stato italiani: per tale ragione il sindacato &egrave; stato accusa di irresponsabilit&agrave; da parte del centrodestra, ma anche da alcuni opinionisti di area moderata. <br /><br />Davanti alla crisi&nbsp; l'invocazione all'unit&agrave; politica e sociale &egrave; diventato un leitmotiv, alimentato soprattutto dal presidente della Repubblica. L'ultimo appello &egrave; giunto proprio nella giornata di ieri tramite  una nota ufficiale: un messaggio chiaro, traducibile con &ldquo;basta dispute preconcette e pensiamo alla sostanza&rdquo;. Di fronte a uno scenario complesso, l'unica risposta proveniente dal principale sindacato italiano &egrave; la mobilitazione della piazza, che nei fatti non ha una precisa direzione; o nella migliore delle ipotesi &egrave; un cammino al contrario, che riporta il dibattito a un lessico novecentesco. <br /><br />La manovra del governo, raffazzonata e priva di una visione (come testimoniano le continue modifiche al provvedimento), poteva essere contestata (e magari migliorata) con strumenti meno rumorosi dello sciopero generale. Un'organizzazione che vanta milioni di iscritti ha  un potenziale di contrattazione notevole, ma pare che i leader della Cgil abbiano l'unica preoccupazione di mostrarsi i veri &ldquo;duri e puri&rdquo; contro le balbuzie di Cisl e Uil. <br /><br />Lo sciopero, che animer&agrave; il dibattito per alcune ore, finir&agrave; per essere una folkloristica sfilata di slogan, mentre i cittadini continueranno ad attendere proposte concrete per fronteggiare il mostro della crisi, tamponare l'emorragia lavorativa e magari superare il dramma della precariet&agrave;. Invece, il sindacato di Susanna Camusso preferisce la comoda soluzione di trincerarsi dietro la parola &ldquo;diritti&rdquo;, fingendo di dimenticare che intere generazioni leggono quella stessa parola con un sorriso amaro e beffardo.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1798]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1798</guid>
	<dc:date>2011-09-06T11:42:09+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Stefano Iannaccone</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Alla ricerca di Gheddafi]]></title>
	<description><![CDATA[<p><img style="WIDTH: 123px; HEIGHT: 117px" alt="" align="left" src="http://www.sanmarinofixing.com/smfixing/images/stories/img-fixing/gheddafi%20quadrata.jpg" width="195" height="449" />Varie sono le possibilit&agrave; che vedono il Rais in fuga per il mondo. Prevista una taglia di dieci milioni di dollari per chi riuscir&agrave; a tagliargli il lungo pizzetto. Non valido quello presentato dall'ex barbiere, poich&eacute; risalirebbe ai tempi della prima comunione. Tempo in cui il giovanissimo gheddafi faceva la barba ogni fine settimana. </p>
<p><strong>Il tunnel.</strong> Curiosa la probabilit&agrave; che vede il leader libico rifugiarsi nel tunnel. Si cerca in tutte le fogne. Grossi ratti, appartenenti al gruppo dei lealisti, lo stanno cercando nel liquame pi&ugrave; profondo. Decine di drogati, spaesati e senza punti di riferimento, si guardano attorno per capire se il Rais possa essere finito accanto a loro. Cos&igrave; come un gruppo di alcolisti anonimi che da tre giorni ha smesso di bere per fare chiarezza sulla questione e soprattutto essere capaci di riconoscerlo qualora ve ne fosse la possibilit&agrave;. Rimasto chiuso per ore, riapre al transito il Frejus, dopo che una coppia di francesi aveva visto passare una Fiat 500 simile a quella del Colonnello. Anche a questa mancavano gli sportelli, dato che l'auto aveva subito un incidente poco pi&ugrave; avanti. </p>
<p><strong>Visite di Stato.</strong> Accompagnato da cammelli, cavalli, scimmie, pitoni, contorsionisti, nani, acrobati, c'&egrave; chi l'ha visto soggiornare nel circo di Moira Orfei. Il dubbio  &egrave; diventato certezza dopo che pi&ugrave; di cinquecento ragazze sono entrate in fila indiana per accettare il Corano e convertirsi all'Islam. Berlusconi, che per motivi istituzionali non ha potuto accogliere il leader libico a Ciampino, ha registrato un video messaggio di benvenuto che verr&agrave; trasmesso nel cuore della notte, quando Sarkozy &egrave; al settimo sonno.    <br /></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1797]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1797</guid>
	<dc:date>2011-08-28T12:39:12+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Leopoldo Onorato</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Le scelte giuste di Obama “costano” consenso]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" src="/public/Barack Obama_2.jpg" style="width: 209px; height: 101px;" alt="" />Barack Obama piace sempre di meno agli statunitensi. La crisi economica e il downgrade del rating da parte di Standard&Poor's hanno minato l'immagine invincibile del presidente, che secondo alcuni analisti potrebbe addirittura rischiare la sconfitta alle prossime elezioni. <br /><br />Lo scenario per il numero uno della Casa Bianca &egrave; alquanto complicato: il suo programma, approvato dalla stragrande maggioranza degli elettori nel 2008, &egrave; talmente ambizioso che non prevede semplici riforme, ma una totale revisione del sistema sociale degli Stati Uniti. A conferma del suo progetto c'&egrave; la contro-propaganda dei repubblicani, che accusa Obama di voler trasformare il Paese in una socialdemocrazia di stampo europeo. Il grande merito del leader democratico diventa paradossalmente un limite. La spiegazione &egrave; semplice: una visione tanto ampia non pu&ograve; mietere successi in tempi brevi, soprattutto all'interno di una societ&agrave; che esige risultati immediati, in cui l’impatto &egrave; pi&ugrave; importante dell’esito a lungo termine. Peraltro la visione obamiana chiede un "sacrificio" ai propri concittadini: prendere consapevolezza che l'impero si sta sgretolando e per adattarsi alla nuova situazione bisogna modificare il sistema di vita. Insomma, per gli statunitensi &egrave; difficile accettare la rinuncia alla vertiginosa crescita "basata sul debito", consumando pi&ugrave; di quanto guadagnato. <br /><br />La debolezza del presidente Usa &egrave; esclusivamente politica (non ha la maggioranza in entrambi i rami del Parlamento) e non certo progettuale, come invece amano denunciare numerosi (e superficiali) osservatori. Il problema, pertanto, &egrave; molto complesso: i repubblicani, lungi dall'assumere un comportamento responsabile, puntano a propugnare il primato americano sul resto del mondo per tornare alla Casa Bianca. Un'illusione gi&agrave; maldestramente alimentata dalla presidenza di George W. Bush (dopo i deliranti anni clintoniani) con il conseguente peggioramento del contesto economico. Agli Stati Uniti serve una ventata di umilt&agrave; per accettare nel modo pi&ugrave; indolore possibile la fine del proprio dominio globale: se i cittadini comprenderanno tale dinamica, Obama potr&agrave; governare il Paese sino al 2016, riconsegnandolo con meno arroganza. E con la prospettiva di rallentare l'inevitabile decadenza.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1796]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1796</guid>
	<dc:date>2011-08-22T15:56:12+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Stefano Iannaccone</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Le soluzioni errate al fallimento del liberismo]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" src="/public/sferaopinioni.jpg" style="width: 109px; height: 124px;" alt="" />Il naufragio del liberismo genera politiche ultra liberiste. Nelle ultime settimane, infatti, la situazione dell'economia globale segnala il totale fallimento del meccanismo di sviluppo occidentale, basato su una bulimia da ricchezza, che inevitabilmente &egrave; giunta all'autodistruzione. In tale contesto, l'unica ricetta individuata &egrave; paradossalmente il taglio alla spesa sociale in nome della "dieta" da imporre allo Stato: si cerca cos&igrave; di risolvere il problema ricorrendo agli strumenti che, nei decenni, hanno condotto al disastro. Una visione deleteria, che peraltro rischia di complicare lo scenario in modo definitivo.  <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Parzialit&agrave;</span>. La crisi che sta travolgendo l'Occidente &egrave; viziata da un elemento di fondo: la mancanza di una critica profonda al sistema, che rappresenta una conferma del gregarismo intellettuale delle &eacute;lite politiche. Nelle ultime settimane, &egrave; partito un attacco frontale al presunto statalismo, ma troppo poco si &egrave; parlato del problema degli sprechi. La piaga del debito sovrano si &egrave; radicata a causa degli eccessi di indebitamento, che non riguardano affatto il sostengo dello Stato all'Economia. La parzialit&agrave; di giudizio sull'attuale fase storica sta per favorire la definitiva resa della Politica al cospetto del Capitalismo. I governi, infatti, possono incidere sul tessuto economico solo attraverso l'intervento pubblico: se tale aspetto viene "cancellato", la politica si relega nell’angolo del non-decisionismo. Risulta quasi assurdo, pertanto, che gli ultr&agrave; del liberismo continuino a tratteggiare lo Stato come il Mostro che tutto divora: la natura autodistruttiva del sistema capitalistico &egrave; emersa con chiarezza nelle distorsioni del mercato finanziario. E per individuare rimedi occorre una strategia coraggiosa, capace di superare i lacciuoli degli schemi del passato.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1795]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1795</guid>
	<dc:date>2011-08-19T10:49:11+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Stefano Iannaccone</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[L'estate dei politici]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" src="/public/Villa_Certosa_piscina.jpg" style="width: 130px; height: 90px;" alt="" />A pochi giorni dal ferragosto &egrave; utile raccontare come trascorrono le vacanze estive i nostri politici. Tra mare e montagna, i rappresentanti del popolo si concedono giorni di meritato riposo. Vediamo come.  <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Partito democratico</span>. Quasi tutti gli esponenti del Pd sono in ferie. L'unico a non staccare mai la spina &egrave; Matteo Renzi. &ldquo;Mi conceder&ograve; qualche giorno di riposo quando D'Alema si far&agrave; da parte&rdquo;, ha dichiarato il primo cittadino di Firenze. L'ha presa meglio Piero Fassino che da quando non conta pi&ugrave; nulla si organizza una vacanza ogni quindici del mese. Dopo Pietralcina, Terme di Saturnia, San Giovanni Rotondo, l'ultimo segretario dei Ds partir&agrave; con il dopolavoro ferroviario di Barletta per Santa Rita da Cascia. Veltroni, scaricato anche dalla figlia negli Stati Uniti, &egrave; tornato a Roma e si &egrave; aggregato ad un gruppo di tedeschi in visita nella capitale. &ldquo;Non parlo affatto il tedesco ma noi democratici parliamo con la forza delle idee&rdquo;. Dopo aver creato il vuoto intorno a s&eacute;, Veltroni si &egrave; messo ad urlare: &ldquo;Aspettatemiiiiii&rdquo; e pian piano ha raggiunto la comitiva. Chi se la passa meglio come al solito &egrave; D'Alema. Il leader maximo, partito per un giro in barca a vela dovrebbe tornare per la met&agrave; di ottobre, sparare qualche altra cazzata e poi ripartire. Se le condizioni meteo non gli permetteranno di approdare nel porto di Civitavecchia, una troupe di &ldquo;Che tempo che fa&rdquo; andr&agrave; ad intervistarlo direttamente in barca. Poche notizie si hanno di Bersani. Pare si sia rifugiato in una localit&agrave; segreta della Toscana. &Egrave; da l&igrave; che scrive le lettere al &ldquo;Corriere della Sera&rdquo;. La redazione di Via Solferino ha deciso, dopo la settima consecutiva, di non prenderle pi&ugrave; in considerazione.  <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Popolo delle libert&agrave;</span>. L'unico partito a lavorare anche a ferragosto &egrave; il Pdl. La prossima riunione, dove saranno presenti tutti i vertici, si terr&agrave; a Porto Cervo. Quattro mega panfili, parcheggiati a m&ograve; di &ldquo;4 di bastoni&rdquo; ospiteranno l'ottavo congresso nazionale del Pdl. L 'ottava volta, non rappresenta una data storica per il partito ma solo la volont&agrave; del suo capo di tenere una festa in barca. Il nuovo segretario, Angelino Alfano, si &egrave; detto poco d'accordo a questi tipi di manifestazioni. Beccandosi subito uno scappellotto da Denis Verdini che di questi eventi &egrave; il fautore dopo l'uscita dalle scene di Lele Mora. Alla serata prender&agrave; posto anche Emilio Fede, accompagnato dalla nipote della Santanch&egrave;. Berlusconi si unir&agrave; a loro solo in tarda serata, scortato da quattro commissari inviati dalla Merkel. Si tratta di quattro super tecnici tedeschi che non hanno alcuna voglia di ascoltare le barzellette del Premier. Berlusconi &egrave; convinto che alla fine gli esperti della finanza cambieranno idea. Come Tremonti del resto.   <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Lega</span>. Come un branco di ferrovieri in pensione se la girano tra le montagne delle Alpi. Fanno il dito medio agli stambecchi. Borghezio vive in una caverna. Gli cagano in testa le poiane ma lui non pu&ograve; lamentarsi, Bossi &egrave; stato chiaro: &ldquo;Alla prossima cazzata sei fuori. Per un tipo come te, alla tua et&agrave;, trovare un lavoro sarebbe difficile&rdquo;.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1794]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1794</guid>
	<dc:date>2011-08-15T10:28:28+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Leopoldo Onorato</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La crisi la bottiglia di gazzosa]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" src="/public/Vacanze_2.JPG" style="width: 106px; height: 142px;" alt="" />E la chiamiamo estate. Una gioia di un minuto, una gazzosa fresca con una fetta di limone. Ci godiamo la spensieratezza, affidandoci alle edizioni leggere dei telegiornali. Gli incendi che bruciano le terre del Sud. Il grande esodo che ogni hanno &egrave; atteso come un'apocalisse. La canzone dell'estate che puntualmente scompare con le prime piogge settembrine, per fortuna. La campagna acquisti delle squadre di calcio, l'unico vero interesse di un popolo che oramai non crede pi&ugrave; a nulla. Non ascolta. Non guarda. Non agisce. Abbandonato al proprio destino, ozia con una cannuccia nel proprio bicchiere di gazzosa. Vive l'attesa come un ricordo. Non &egrave; pi&ugrave; in grado di emozionarsi. <br />Le immagini delle altre citt&agrave; che bruciano. Gli sgomenti e le indignazioni sono atti che appartengono agli altri. Una vita ammazzata, che sia soldato o bandito, non ci riguarda. Tristi, soli con la nostra bevanda guardiamo ad un Paese sempre pi&ugrave; della pizza e del mandolino. Reso ridicolo da un presidente del Consiglio e da una classe politica che se ne frega. In questo caldo di agosto tiene banco solo quel farabutto di Bossi che da Cermonio alza quel dito medio, quasi fosse un rituale irrinunciabile. Desolati lo stiamo ad ascoltare. Insieme a lui c'&egrave; quasi sempre Tremonti che per accaparrarsi le simpatie dei leghisti &egrave; disposto a sacrificare la propria immagine. Insieme a loro ci siamo noi, rappresentati da queste facce e da questi gesti. Mai caduti cos&igrave; in basso. Mai umiliati cos&igrave; tante volte. E questa volta non ci sar&agrave; l'America a salvarci. Che si sappia. Non vi sar&agrave; alcun piano a risollevarci. Ci saranno lacrime che verseremo nel bicchiere della gazzosa che solo la forza della cannuccia contribuir&agrave; a smaltire.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1793]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1793</guid>
	<dc:date>2011-08-11T13:20:47+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Leopoldo Onorato</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Berlusconi, oltre la crisi per diventare il Salvatore della Patria]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" src="/public/Berlusconi_serio.jpg" style="width: 128px; height: 168px;" alt="" />Vincere le prossime elezioni, grazie al merito di aver sconfitto la crisi economica e la sfiducia dei mercati. Silvio Berlusconi punta sull'ultima possibilit&agrave; per lasciare la scena politica come ci &egrave; entrato: da vincitore. La sua strategia comunicativa attinge da un campionario ben conosciuto: minimizzare i problemi, esaltando gli aspetti positivi. Nel suo intervento alle Camere, il presidente del Consiglio ha ribadito che la situazione italiana &egrave; meno drammatica di quanto venga descritta. Da un punto di vista pratico, per&ograve;, il Cavaliere ha avviato contatti con le autorit&agrave; europee e con i leader di Germania e Francia per garantirsi il sostegno politico dei Paesi guida dell'Ue. Un segnale che a Palazzo Chigi c'&egrave; una certa preoccupazione. <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Sopravvivenza</span>. Silvio Berlusconi, gi&agrave; protagonista di una legislatura molto burrascosa, vuole superare indenne l'ennesima tempesta, probabilmente la pi&ugrave; pericolosa, in quanto nella circostanza il 'nemico' non &egrave; individuabile nell'ambito di una "congiura" dei poteri forti. Attraverso il cosiddetto 'commissariamento' della Bce, il presidente del Consiglio pu&ograve; conquistare la sopravvivenza del suo governo oltre che garantire la stabilit&agrave; del sistema italiano. Per tale motivo appare impossibile che Berlusconi possa rassegnare le dimissioni.<br /><br /><span style="font-weight: bold;">Campagna</span>. I prossimi mesi saranno decisivi per l'Italia: in meno di un anno devono essere realizzate le riforme annunciate da decenni. Il leader del Pdl, dunque, pu&ograve; addirittura sfruttare il 'commissariamento' per approvare misure in un clima di emergenza e quindi lanciare una grande campagna elettorale per presentarsi come l'uomo che ha cambiato (e salvato) il Paese. Un Salvatore della Patria, prima dai comunisti e poi dagli speculatori. Una carta che potrebbe portarlo al Quirinale, cassando in un solo colpo gli scandali che hanno minato la sua immagine.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1792]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1792</guid>
	<dc:date>2011-08-10T10:23:59+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Stefano Iannaccone</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Berlusconi porta “il sole in tasca” sino alla fine]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" src="/public/Berlusconi_1.jpg" style="width: 82px; height: 119px;" alt="" />Un discorso berlusconiano in piena regola. L'intervento in Parlamento del presidente del Consiglio ha infatti seguito il percorso che da sempre ha caratterizzato l'approccio del Cavaliere: manifestare ottimismo, esaltando gli elementi positivi di una questione, anche se presenta ampie problematiche come nel caso del debito pubblico italiano posto sotto attacco dagli speculatori. Il noto 'sole in tasca', pi&ugrave; volte attribuito a Berlusconi dai suoi stretti collaboratori, &egrave; stato dunque riproposto anche nell'informativa di ieri alla Camera e al Senato. Il tentativo del leader del Pdl &egrave; di convincere i mercati della solidit&agrave; del sistema italiano, al di l&agrave; degli innegabili problemi esistenti. E che, comunque, vogliono essere risolti con un piano di riforme a partire dal mercato del lavoro.  <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Apprezzamento</span>. Il leader del Popolo della libert&agrave; ha valorizzato un aspetto rilevante per sedare le ansie in Borsa: l&rsquo;apprezzamento degli organismi internazionali manifestato verso la manovra varata del governo in tempi rapidissimi. Il gradimento, prima dell&rsquo;Ocse e poi dell&rsquo;Unione Europea, ha fornito un&rsquo;argomentazione valida al presidente del Consiglio, che peraltro ha colto l&rsquo;occasione per rilanciare un altro suo tema &ldquo;forte&rdquo;: l&rsquo;impegno in prima linea nell&rsquo;economia. Di fronte alla crisi dei mercati Berlusconi ha ribadito per l&rsquo;ennesima volta di &ldquo;essere in trincea&rdquo; in quanto imprenditore. <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Unit&agrave;</span>. Il governo ha voluto mostrare un atteggiamento unitario dinanzi alla difficolt&agrave;: il Cavaliere ha salutato il ministro dell&rsquo;Economia Giulio Tremonti con un gesto affettuoso (e vistoso) per allontanare le voci sulla rottura tra i due. Il titolare della Funzione pubblica Renato Brunetta si &egrave; poi avvicinato al numero uno di via XX Settembre per uno scambio di cordialit&agrave;: un altro atto pubblico  dall&rsquo;elevato valore simbolico. L&rsquo;unica pecca nella strategia dell&rsquo;unit&agrave; &egrave; stata l&rsquo;assenza del leader leghista Umberto Bossi.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1791]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1791</guid>
	<dc:date>2011-08-04T09:39:36+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Stefano Iannaccone</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Da Bersani a Rajoy: la rivincita dei leader “grigi”]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" alt="" style="width: 118px; height: 118px;" src="/public/Bersani sigaro.jpg" />C'erano una volta i Grandi comunicatori: erano leader “mediatici” capaci di ottenere un consenso vasto e duraturo, mutando il corso della storia dei partiti e dei Paesi. Ma con la fine degli “anni zero” del Duemila, la specie appare in via di estinzione o comunque incapace di conseguire risultati eccezionali. La tendenza in atto, infatti, sembra indicare la fine del ciclo della “spettacolarizzazione” legata al ruolo del presidente tuttofare che infondeva sicurezza con un solo discorso. L'eccezione &egrave; Barack Obama, il quale per&ograve; attinge da una variet&agrave; di elementi di comunicazione che lo rendono un fenomeno a s&eacute; stante.<br /><br /><span style="font-weight: bold;">Catalogo</span>. Gli esempi provengono quasi tutti dagli anni Novanta: Bill Clinton e Tony Blair sono stati i maestri assoluti del genere. L'ex presidente degli Stati Uniti, in virt&ugrave; del suo appeal di immagine, &egrave; riuscito a depotenziare gli scandali che lo hanno colpito; L'ex premier britannico ha capovolto i canoni della cultura laburista, travolgendo gli oppositori (interni) della “terza via”. La categoria potrebbe contenere altri “prodotti” di quell'epoca come Gerard Schröder, Silvio Berlusconi, Jos&egrave; Zapatero. Tuttavia la compilazione del catalogo dei Grandi comunicatori risulta un esercizio vano ed &egrave; pi&ugrave; opportuno investigare le ragioni per cui non ottengono successi come in passato.  <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Riscossa</span>. La comunicazione politica sembra avviarsi a uscire dalla semplificazione eccessiva degli ultimi decenni: l'impatto della crisi economica ha svelato la necessit&agrave; di interpretare gli eventi nella loro complessit&agrave;. L'elettorato ha cominciato pertanto a richiedere risposte meno veloci e pi&ugrave; argomentate. Problematiche complesse come la globalizzazione e la difficolt&agrave; dell'economia non possono essere affrontati con slogan. In tale scenario, quindi, emergono figure di leader “anti-comunicativi”: in Francia François Hollande e Martine Aubry (esponenti di partito tutt'altro che brillanti) sono destinati a contendersi la leadership socialista; in Italia Pier Luigi Bersani si candida a riportare il centrosinistra al governo; in Spagna “l'eterno perdente” Mariano Rajoy &egrave; in netto vantaggio nei sondaggi. Insomma, la riscossa dei leader “silenziosi” &egrave; iniziata: resta da vedere se verr&agrave; portata al termine.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1790]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1790</guid>
	<dc:date>2011-07-11T08:02:22+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Stefano Iannaccone</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[È successo praticamente questo ]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" src="/public/tremonti_1.jpg" style="width: 144px; height: 96px;" alt="" />Tremonti dimentica per un attimo di essere Tremonti. Indossa i panni di uno che si trovava l&igrave; per caso e presta attenzione alle fesserie argomentate  da Brunetta. Il finale &egrave; scontato: &ldquo;Questo qui &egrave; proprio un cretino&rdquo;.   <br /><br />Sacconi che l&igrave; ce lo hanno portato e che nemmeno ci voleva andare, ammette: &ldquo;Io nemmeno lo sto ad ascoltare&rdquo;.  <br /><br />Tremonti e Sacconi sono ministri e colleghi di Brunetta. Fanno parte della maggioranza che guida questo Paese. I primi due considerano il terzo un ebete che vale la pena ignorare. Qualche settimana fa un gruppo di precari, dopo aver ascoltato attentamente le parole del ministro per la Pubblica Amministrazione, avrebbero voluto rivolgere allo stesso alcune domande. Brunetta li ha liquidati dicendo: &ldquo;Io con voi non parlo. Rappresentate l&rsquo;Italia peggiore&rdquo;.   <br /><br />Berlusconi lancia Alfano alla leadership del Pdl e annuncia: &ldquo;Nel 2013 il candidato sar&agrave; Angelino&rdquo;. Lui, il Guardasigilli &egrave; incredulo. Succube del Capo non riesce a reagire a tale investitura. &ldquo;Io leader? Il Pdl ha ancora bisogno di Berlusconi&rdquo;. Detto in parole povere: &ldquo;Non ho le palle!&rdquo;  <br /><br />Lodo Mondadori, Fininvest condannata. Ci fu corruzione. Berlusconi paga. Silvio Berlusconi devi  PA GA RE! Marina Berlusconi: &ldquo;Aggressione a mio padre&rdquo;. No Marina, ci dispiace. Tuo padre &egrave; un corruttore.  <br /><br />Berlusconi attraverso la Bergamini controllava la Rai. Clemente Mimun &egrave; passato dal dirigere il Tg1, il Tg5. Augusto Minzolini passer&agrave; dal dirigere il Tg1 a fare il badante di Berlusconi.  <br /><br />Norma &ldquo;Salva Premier&rdquo; nella manovra. Tremonti si accorge dell&rsquo;anomalia e annulla la conferenza stampa. La prossima volta la inseriranno a manovra approvata, quando i giornalisti e Tremonti parleranno di Brunetta e del suo essere diversamente intelligente.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1789]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1789</guid>
	<dc:date>2011-07-09T14:12:24+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Leopoldo Onorato</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Alfano, il tentativo di svolta gentile del berlusconismo]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" src="/public/Berlusconi_Pdl_logo_berlusconi.jpg.jpg" style="width: 156px; height: 129px;" alt="" />Angelino Alfano ha ricevuto l'ingrato compito di gestire il Popolo della libert&agrave;: la situazione nel partito &egrave; sull'orlo del baratro... e verrebbe da dire che &egrave; a un passo dalla secessione. Da un lato Claudio Scajola prova a dettare la linea, dall'altro l'asse romano Polverini-Alemanno manifesta irritazione per la subordinazione alla Lega (che nel frattempo spara a palle incatenate contro la Capitale) e in mezzo c'&egrave; il malessere degli aspiranti delfini di Berlusconi, che vede come capofila Franco Frattini. Il ministro degli Esteri ha chiesto un &ldquo;direttorio&rdquo; nel Pdl, dissotterrando un lessico da Prima Repubblica incomprensibile all'elettorato di riferimento. Il tutto mentre nel governo c'&egrave; maretta contro il super ministro del'Economia Giulio Tremonti. Insomma, il Guardasigilli in carica dovr&agrave; mostrare un carisma simile a quello del presidente del Consiglio per non finire bruciato dai fuochi incrociati dei big del Popolo della libert&agrave;. Una missione complicata, che per&ograve; potrebbe incoronarlo erede di Berlusconi.  <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Svolta</span>. La nomina di Alfano segna un passaggio epocale per l'era berlusconiana: sin dalla nascita di Forza Italia, il Cavaliere non aveva mai dimostrato grande passione per la figura del segretario politico. Le sconfitte elettorali hanno portato un profondo cambiamento con l'approdo a un ingentilimento del berlusconismo mediante la &ldquo;promozione&rdquo; di un personaggio riconosciuto come moderato in virt&ugrave; della sua carriera. Sotto il profilo dell'immagine, dunque, il Pdl ha individuato la necessit&agrave; di affrancarsi dalla percezione di una forza esclusivamente &ldquo;padronale&rdquo;, manifestando maggiore attenzione alle dinamiche di democrazia interna. Una sfida di comunicazione che potrebbe per&ograve; essere compromessa dai &ldquo;colpi&rdquo; di Berlusconi, sempre impegnato a conservare il ruolo di protagonista extra-istituzionale e di capo indiscusso.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1788]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1788</guid>
	<dc:date>2011-07-05T09:51:53+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Stefano Iannaccone</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Il Pdl di Angelino ]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" src="/public/Alfano.jpg" style="width: 101px; height: 159px;" alt="" />Angelino Alfano, detto Lino Alfa Alfa dagli amici, &egrave; il nuovo segretario del Pdl, detto Pdl da Berlusconi in primis e poi anche dagli amici. Il Popolo delle Libert&agrave;  o partito delle libert&agrave; o il popolo &egrave; partito per la libert&agrave;  o la libert&agrave; eco solidale grazie al partito del popolo ha un segretario.  A soli quattro anni dalla nascita, ha un segretario. <br /><br />&Egrave; Angelino Alfano. Stava sotto la macchina di Piazza San Babila quando Silvio Berlusconi ne annunciava la nascita. Controllava olio e filtro. Fatto di grasso, con un atroce mal di schiena &egrave; venuto fuori. Munito di cric e compressore ha aggiustato la macchina ed oggi pu&ograve; finalmente guidare il partito. Ecco cosa far&agrave; per il Pdl. <br /><br />&ldquo;Spazio al merito ed al talento&rdquo;. Il nuovo segretario si &egrave; rivolto cos&igrave; alle giovani ragazze che in fia chiedevano come si potesse entrare a Villa San Martino, ora che Lele Mora &egrave; stato arrestato ed Emilio Fede sputtanato. Alfano ha in questo modo sollecitato le ragazze ha mandare Cv presso la segreteria del partito, assicurandole che verranno ricontattate non appena ad Arcore riprenderanno le selezioni. <br /><br />&ldquo;Basta con l&rsquo;anarchia&rdquo;. Il Guardasigilli ci ha tenuto a precisare che nel Pdl non vi sar&agrave; pi&ugrave; gente stupida che la sera interverr&agrave; nelle trasmissioni di sinistra a sparare cazzate. Per due motivi. Uno, perch&eacute; non ci sar&agrave; pi&ugrave; alcuna trasmissione di sinistra. Due, perch&eacute; la Santanch&egrave; verr&agrave; epurata a prescindere dai dibattiti televisivi. Non le sar&agrave; concesso partecipare nemmeno ad una riunione di condominio. <br /><br />&ldquo;S&igrave; alle Primarie&rdquo;. Spinto da un vento democratico, Angelino Alfano ha invocato le primarie anche all&rsquo;interno del centrodestra. Di Pietro sta pensando di candidarsi come outsider dello stesso Di Pietro che milita nel centrosinistra. In attesa che il Tar di una qualsiasi localit&agrave; si pronunci, Tonino passa le giornate al telefono con Bersani che gli grida &ldquo;sei un coglione&rdquo; e Maroni che gli urla &ldquo;sei veramente un coglione&rdquo;. <br /><br />&ldquo;Io sono il segretario ma chiaramente Berlusconi pu&ograve; venire qui e fare quel che cazzo gli pare&rdquo;. Con questa conclusione degna un grande statista, Alfano si &egrave; beccato gli applausi scroscianti della platea che lo ha eletto a pieni voti.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1787]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1787</guid>
	<dc:date>2011-07-03T15:51:43+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Leopoldo Onorato</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La lunga sfida (quasi vinta) di “Repubblica” contro il governo]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" src="/public/Repubblica_home.gif" style="width: 127px; height: 102px;" alt="" />&ldquo;La Repubblica&rdquo; &egrave; considerato un giornale-partito: una definizione generica per indicare il grado di incidenza che esercita su ampie fasce d'elettorato, in particolare legate al centrosinistra. La legislatura in corso &egrave; stata sicuramente caratterizzata dalle campagne del giornale diretto da Ezio Mauro: il risalto agli scandali relativi a Berlusconi &egrave; uno dei leitmotiv degli ultimi anni con il corollario di raccolte firme suo web su varie tematiche con l'intento di risvegliare la &ldquo;coscienza critica&rdquo; del Paese. Un'azione che ha leso la lunga &ldquo;luna di miele&rdquo; del Cavaliere con gli italiani, durata sino alle Regionali dello scorso anno. Il percorso di guerra comunicativa si &egrave; avvalso della firma di Roberto Saviano, che dopo &ldquo;Gomorra&rdquo; ha trovato la consacrazione televisiva con &ldquo;Vieni via con me&rdquo;, oltre che di tanto altri intellettuali (gli stessi che hanno gremito il Palasharp a Milano nei mesi scorsi). <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Avversario</span>. Il &ldquo;Washington Post&rdquo; &egrave; entrato nella storia per l'inchiesta sul Watergate che port&ograve; alle dimissioni di Nixon: un evento eccezionale nel rapporto media-politica. In Italia non &egrave; stato un &ldquo;singolo caso&rdquo; ad aver causato un calo di credibilit&agrave; di un leader politico, ma si tratta di un continuo lavorio ai fianchi che miscela vita privata (i casi Noemi e Ruby) e scelte politiche (provvedimenti ad personam). In tale scenario si definisce la ragione per cui molti esponenti del centrodestra vedono ne &ldquo;La Repubblica&rdquo; il vero avversario politico, quasi pi&ugrave; delle opposizioni. E resta la considerazione che un giornale &egrave; riuscito a imporre al Paese una linea ben precisa: una fatto che smentisce chi suona le campane a morte per l'informazione su carta stampata.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1786]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1786</guid>
	<dc:date>2011-06-24T08:14:34+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Stefano Iannaccone</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Caro mini ministro Brunetta…]]></title>
	<description><![CDATA[<img style="WIDTH: 198px; HEIGHT: 126px" alt="" align="left" src="http://1.bp.blogspot.com/_pR92LiA26Xo/ShbMNlhyKkI/AAAAAAAAAKI/gVEgQAEPZs4/s400/Brunetta.JPG" width="174" height="130" />Non &egrave; che uno vuole parlare sempre di loro. Che se potesse non lo farebbe. Si vivrebbe anche senza. Senza politici e politicanti. “Non mi interessa” si potrebbe dire. Che poi &egrave; la frase che pi&ugrave; si usa. Ma come fai? Come fai a non parlarne? A non sentirli parlare? E allora chiudi e scappi. Passi e lasci. Non compri giornali ma solo figurine Panini. Non accendi la tv se non quando ci stanno i mondiali di calcio. In auto metti un disco ed eviti la radio. Internet lo consideri un fenomeno andato. Hai deciso di non informarti. Ti sei voluto escludere. Vivi e lascia vivere. Ma che vivere &egrave; il “vivi e lascia vivere”? Che vivere &egrave; il non partecipare? Far scegliere sempre agli altri. “Facciamo quello che dite voi”. “Contenti voi, contenti tutti”. “Se per voi va bene, per me non ci sono problemi”. E invece no. I problemi ci sono eccome. Voi tirate le vostre ragioni, le mie le ignorate e se potete le affossate. Caro mini ministro Brunetta, io sono quel che sono. La rovina della vostra politica miope. Un frutto creato per non maturare mai. Ti vergogni di me. “Sono la rovina dell’Italia”, hai osato dire. Probabilmente hai ragione. Ma sappi che sarei voluto essere un frutto migliore. Ho studiato. I miei genitori si sono fatti un mazzo che tu non puoi nemmeno immaginarlo. Perch&eacute; tu eri impegnato a fare i conti al tuo capo. Hai capito prima di me e meglio di me quale era la strada che ti avrebbe portato al successo. Sei stato dimenticato da tutti ma sei andato dritto per la tua via. Anche madre natura ti ha abbandonato. Ti ha tolto la crescita per destinarla a Ghedini. Ingiusta. Tu, forte del tuo orgoglio ti sei rafforzato dal basso. Hai pensato che forse era meglio cos&igrave;. “Un motivo in pi&ugrave; per farmi accettare dal capo”, avrai pensato. Dove non avevi tette, n&eacute; culi avevi i tacchi e lo potevi guardare in faccia o quasi perch&eacute; comunque &egrave; pi&ugrave; alto di te. Caro mini ministro Brunetta, pentiti perch&eacute; io non sono la vergogna di nessuno tanto meno di questa Nazione. Non ho ucciso. N&eacute; rubato. N&eacute; mai pensato che Ruby fosse la nipote di Mubarak. Come tu e la tua generazione di servi e falsi avete in Parlamento sostenuto.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1785]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1785</guid>
	<dc:date>2011-06-20T13:56:44+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Leopoldo Onorato</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Ai referendum hanno vinto i cittadini... non la Rete]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" alt="" style="width: 101px; height: 132px;" src="/public/Urna.jpg" />La vittoria della Rete, del Movimento. Il leitmotiv sui referendum sta riempiendo vagonate di giornali con gli analisti che si scervellano a interpretare il peso di Internet nel risultato della consultazione referendaria. E quasi all'unanimit&agrave; viene decretato il trionfo del web, dei social network, della comunicazione orizzontale contro l'orripilante mostro dell'informazione televisiva che ha (oggettivamente) relegato in secondo piano il voto. <br /><br />Eppure, osservando lo scenario con sguardo critico, emerge che le considerazioni sul ruolo della Rete appaiono ammantante di eccessivo trionfalismo enfatico, che diventa ridondante e finisce per dare il senso di un gregarismo analitico preoccupante. Su Facebook, su Twitter, nei blog, c'&egrave; stato un attivismo tale da ricordare la militanza partitica del Dopoguerra: il dato &egrave; incontrovertibile. D'altro canto gli internauti “attivi” sono le stesse persone che nella vita quotidiana vantano un impegno socio-politico. Insomma, si tratta di una categoria ben definita. Che anche in passato aveva fatto sentire la propria voce, magari attraverso mobilitazioni di piazza: per tale gruppo sociale, Internet, con le sue molteplici sfaccettature, rappresenta un'opportunit&agrave; aggregativa di rilievo, ma che  viene effettivamente sopravvalutata. <br /><br />C'&egrave; un aspetto largamente ignorato: il referendum del 12 e 13 giugno poneva quesiti vicinissimi alle persone, anche a quelle che nemmeno conoscono il web e che pertanto si informano attraverso i canali tradizionali. La gestione dell'acqua e la costruzione di centrali nucleari tangevano la vita quotidiana del cittadino al di l&agrave; del fatto che il Tg1 ne parlasse o meno. A molti di loro &egrave; bastato ricevere un volantino per strada per capire quali temi fossero sul tavolo: cos&igrave; sono andati a votare senza lasciare status sui social network e ignorando il logo di Altan che impazzava in Rete. Per dire: se lo scorso week end ci fosse stata una nuova votazione sulla fecondazione assistita, il quorum sarebbe rimasto un miraggio pure con una “comunicazione virale” perfetta. <br /><br />Il risultato, dunque, &egrave; che sull'esito della consultazione ha pesato quella massa silenziosa, capace di incidere sulle elezioni in misura maggiore rispetto alla categoria degli <span style="font-style: italic;">infonauti</span>.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1784]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1784</guid>
	<dc:date>2011-06-16T10:13:12+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Stefano Iannaccone</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Dopo le Amministrative la partita tra alternativa e governabilità]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" src="/public/Berlusconi_classic.jpg" style="width: 129px; height: 94px;" alt="" />Silvio Berlusconi annuncia che il governo vuole continuare la legislatura, mentre le opposizioni chiedono nuove elezioni, possibilmente dopo la riscrittura del sistema elettorale. Lo scenario politico post Amministrative si delinea con l'annuncio di uno scontro lungo due anni. O comunque sino al ritorno al voto per le Politiche. Le due fazioni sembrano guerreggiare seguendo uno schema ben preciso: Silvio Berlusconi accusa la sinistra di “incapacit&agrave;” a governare; il centrosinistra, con il Pd capofila, denuncia invece il “fallimento” dell'esecutivo in carica, addebitando al berlusconismo il declino economico e sociale degli ultimi anni. <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Affidabilit&agrave;</span>. Lo scorso anno, alla fine degli scrutini delle Regionali, erano stati prospettati tre anni di confronto politico pacato con la possibilit&agrave; di progettare riforme "condivise" (secondo una formuletta molto in voga negli ambienti istituzionali). Molti commentatori e tanti esponenti politici indicavano l'opportunit&agrave; di depurare il clima di campagna elettorale permanente, vista l'assenza di elezioni rilevanti, dimenticando che in ballo ci sarebbero state tre citt&agrave; come Milano, Napoli e Torino (pi&ugrave; Bologna). Adesso la situazione &egrave; ribaltata: il tempo che resta sino alla fine della legislatura &egrave; una “lotta di nervi” per dimostrare all'elettorato maggiore affidabilit&agrave;. Il Cavaliere, dal canto suo, prover&agrave; a esercitare il carisma che gli ha permesso di vincere in numerose occasioni. La sua strategia di comunicazione &egrave; incentrata in particolare sulla critica alla sinistra, che non riesce a essere unita. Per Bersani &amp; Co., dunque, il compito non sar&agrave; facile: dovranno ostentare una grande coesione per non avvalorare le argomentazioni berlusconiane. Insomma, la tanto evocata alternativa deve diventare realt&agrave; per ambire alla vittoria, altrimenti il centrodestra agiter&agrave; il teorema "dell'unica scelta possibile"...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1783]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1783</guid>
	<dc:date>2011-06-06T12:24:48+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Stefano Iannaccone</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Le pagelle post elezioni ]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="font-weight: bold;"><img align="left" src="/public/Prodi_1.jpg" style="width: 123px; height: 101px;" alt="" />Bondi 10</span>. Crolla Pompei e si dimette da ministro per i Beni Culturali. Crolla il Pdl e si dimette da coordinatore. Fin qui tutto bene ma una domanda sorge spontanea: Come si possono conferire due incarichi simili a Sandro Bondi?  <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Sede Pdl 1</span>. Si perdono le elezioni e loro che fanno? Non indicono la conferenza stampa del partito. Bell&rsquo;esempio di democrazia.   Berlusconi 6. Fiuta il pericolo sconfitta e si rifugia in Romania. &ldquo;Non volevo dare la Carfagna alla Camorra&rdquo;. Gelosone. <br /><br /><span style="font-weight: bold;">I napoletani 8</span>. Sostenere De Magistris con quei numeri e chiedergli una mano &egrave; segno di cambiamento.  <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Moratti 3</span>. Accusare Pisapia in quel modo in tv ha dimostrato quanto meritasse di perdere ogni tipo di elezioni. Fossero state anche quelle del suo condominio. <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Pd 5</span>. L&rsquo;idea di sostenere un candidato del centrosinistra sin dall&rsquo;inizio non appartiene ai democratici. Ultimamente si rincuora il centrodestra in questo modo: &ldquo;Tranquilli, con lui c&rsquo;abbiamo perso anche noi&rdquo;.  <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Vendola 9</span>. Non sbaglia un colpo. Candida chiunque e vince. Se porta la Bindi alla vittoria, D&rsquo;Alema si d&agrave; fuoco ai baffi. <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Crozza &ndash; Bersani 10</span>. Capaci a far ridere da soli. Messi insieme sono una forza di maggioranza.  <br /><br style="font-weight: bold;" /><span style="font-weight: bold;">Prodi 8</span>. Caro Romano festeggia, gioisci, ridi per&ograve; non ti fare venire strani pensieri&hellip;]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1782]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sferapubblica.it/dblog/articolo.asp?articolo=1782</guid>
	<dc:date>2011-06-02T18:00:30+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Leopoldo Onorato</dc:creator>
</item>
	</channel></rss>
